RUN OUT - 6 MARZO 2016

7.03.2016
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Strana tappa domenica 6 marzo al Run Out (Pollone, BI) in campo femminile. Tante le assenti, le più forti, ma i blocchi ugualmente duri.

Martina e Sara ci provano, come sempre, con la loro convinzione, spesso celata da un timore reverenziale. Un solo blocco chiuso su dodici per Sara, due per Marti. Mmmh non benissimo. Va beh, di più era difficile fare, dal Dottor Gnerro bisogna saper stringere le prese e portarle in basso, tanto in basso.

Fin qui tutto normale, ci siamo abituati. Possiamo sempre migliorare ma ora il livello è questo. Aspettiamo le classifiche e poi andiamo a casa, la finale sarà per le altre. E invece no, fermi tutti! Nelle rispettive categorie Sara e Marti si trovano a parimerito con le avversarie. Allora anche altre ragazze sono riuscite a chiudere solo uno o due blocchi? Quindi erano duri per tutte?

Si va tutte in finale! Ritorna l’ansia della gara…di nuovo l’attivazione muscolare, nastri alle dita, “tanto arrivo comunque ultima, il bolcco sarà un palo!”…il solito ottimismo delle ragazze. “Va bene! Così facciamo l’esperienza di una finale. E’ un obiettivo che ci eravamo posti”, provo a motivarle. E comunque si deve sempre tentare.

Ricognizione, isolamento, chissà cosa passa nella loro testa.

Partiamo con l’U16. Escono le prime due finaliste, entrambe cadono. Speriamo che Sara legga bene i movimenti, le prese sembrano generose. E così accade! Stringe il top al primo tentativo sui due a disposizione! Non ci crede, ride, è felice, lo siamo tutti! Potrebbe vincere se Matilde sbagliasse qualcosa, ma non lo fa. Sara è seconda! Brava! Siamo stati fortunati, lo sappiamo, ma le capacità ci sono, dobbiamo crederci!

E’ il turno di Marti. Un cambio piede sfortunato la fa cadere al primo giro, al secondo cade provando ad accoppiare la penultima presa. Quarta. Comunque una prova positiva, mai mollare! Alla fine non rimane solo la classifica: ci sono soprattutto le esperienze vissute, il riscaldamento e le chiacchiere con le avversarie in isolamento, ormai volti conosciuti. In fondo a tutte loro piace scalare.

Ci provano anche i ragazzi. L’esperienza di chi da qualche anno gareggia paga e Aurelio chiude in quinta posizione, alle spalle dei finalisti. Un gran risultato nonostante il poco allenamento per impegni scolastici. Bravi tutti per essersi messi in gioco, archiviamo questa tappa sotto la voce “Proviamoci sempre! Mai mollare!”

Adesso prepariamo la prossima…(e ricordiamoci la macchina fotografica)